L’ORECCHIO

L'Udito


Sebbene si tratti di un organo piccolo, l’apparato uditivo è molto complesso, nonché fondamentale per la salute psico-fisica dell’essere umano. Parliamo, infatti, di un filtro sonoro in grado di trasformare tutti i suoni provenienti dall’esterno in informazioni che vengono immediatamente inviate al cervello per essere elaborate.

I suoni sono delle vibrazioni invisibili che si propagano nell’aria a grande velocità (1.230 km/h) e in tutte le direzioni. Queste sono le cosiddette “onde sonore” le quali, dopo essere state intercettate dal nostro sistema uditivo, vengono trasformate in messaggi che il nostro cervello elabora e interpreta.

Tale capacità di intercettare le onde sonore e la chiarezza del messaggio in arrivo dipendono dal funzionamento del nostro apparato uditivo.

Ipoacusia e cervello


Per ipoacusia si intende la riduzione della capacità uditiva causata dalle alterazioni di una o più strutture dell’apparato uditivo e, dunque, l’incapacità, parziale o totale, di percepire un suono in una o entrambe le orecchie.

L’ipoacusia è un processo che varia da persona a persona e si manifesta in modi differenti. I sintomi sono accomunati da una difficoltà percettiva dei suoni.

Le cause dell’ipoacusia possono essere molteplici: stress, affaticamento, inquinamento acustico, abitudini alimentari sbagliate, malattie, traumi fisici, predisposizioni genetiche.

Acufene


Per acufene si intende un disturbo uditivo caratterizzato dalla percezione di suoni o rumori, all’interno di un solo orecchio o di entrambi, che non sono, in realtà, provocati da fonti sonore reali.

I suoni percepiti da chi soffre di acufene sono diversi da soggetto a soggetto e possono includere: trilli, tintinnii, ticchettii, fischi, fruscii, soffi, talvolta anche rombi simili a quelli di un motore. L’intensità con cui si percepisce l’acufene è strettamente individuale.

L’origine di questo disturbo risiede nei circuiti nervosi e nei meccanismi di compensazione del cervello deputati all’interpretazione dei suoni.

L'Udito


Sebbene si tratti di un organo piccolo, l’apparato uditivo è molto complesso, nonché fondamentale per la salute psico-fisica dell’essere umano. Parliamo, infatti, di un filtro sonoro in grado di trasformare tutti i suoni provenienti dall’esterno in informazioni che vengono immediatamente inviate al cervello per essere elaborate.

I suoni sono delle vibrazioni invisibili che si propagano nell’aria a grande velocità (1.230 km/h) e in tutte le direzioni. Queste sono le cosiddette “onde sonore” le quali, dopo essere state intercettate dal nostro sistema uditivo, vengono trasformate in messaggi che il nostro cervello elabora e interpreta.

Tale capacità di intercettare le onde sonore e la chiarezza del messaggio in arrivo dipendono dal funzionamento del nostro apparato uditivo.

Ipoacusia e cervello


Per ipoacusia si intende la riduzione della capacità uditiva causata dalle alterazioni di una o più strutture dell’apparato uditivo e, dunque, l’incapacità, parziale o totale, di percepire un suono in una o entrambe le orecchie.

L’ipoacusia è un processo che varia da persona a persona e si manifesta in modi differenti. I sintomi sono accomunati da una difficoltà percettiva dei suoni.

Le cause dell’ipoacusia possono essere molteplici: stress, affaticamento, inquinamento acustico, abitudini alimentari sbagliate, malattie, traumi fisici, predisposizioni genetiche.

Acufene


Per acufene si intende un disturbo uditivo caratterizzato dalla percezione di suoni o rumori, all’interno di un solo orecchio o di entrambi, che non sono, in realtà, provocati da fonti sonore reali.

I suoni percepiti da chi soffre di acufene sono diversi da soggetto a soggetto e possono includere: trilli, tintinnii, ticchettii, fischi, fruscii, soffi, talvolta anche rombi simili a quelli di un motore. L’intensità con cui si percepisce l’acufene è strettamente individuale.

L’origine di questo disturbo risiede nei circuiti nervosi e nei meccanismi di compensazione del cervello deputati all’interpretazione dei suoni.