Esiste un collegamento tra ipoacusia e Alzheimer? | Acustica Umbra
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Ipoacusia e Alzheimer, esiste un legame? Secondo alcuni recenti studi, gli anziani, soprattutto uomini ( il 69%), con ipoacusia hanno maggiori probabilità di sviluppare l’Alzheimer e la demenza, rispetto a quelli con udito normale. Le persone con ipoacusia da moderata a grave hanno una probabilità fino a 5 volte maggiore di sviluppare demenza.
Nonostante i numeri lo confermino, non è ancora molto chiaro quale sia il fattore che lega ipoacusia e cervello. Ricerche recenti hanno dimostrato che sforzarsi per capire suoni e voci genera un forte stress e può impoverire determinate aree del cervello che sono legate al linguaggio e alla memoria operativa, portando addirittura alla perdita di materia grigia.
Inoltre, le persone che hanno subito una perdita d’udito e non l’hanno trattata in maniera adeguata, rischiano di andare incontro ad altri spiacevoli problemi. Tra questi, infatti, c’è l’isolamento e rifiuto sociale, l’irritabilità, ma anche rabbia, stress, depressione, declino cognitivo e danni alla memoria.

Ipoacusia e Alzheimer: i numeri che evidenziano un collegamento

    • Il rischio di demenza raddoppia per chi soffre di ipoacusia superiore a 25 decibel, vale a dire la soglia per definire l’ipoacusia lieve;
    • Le persone con ipoacusia moderata hanno una probabilità tre volte maggiore di sviluppare l’Alzheimer;
    • Le persone on ipoacusia grave hanno una probabilità cinque volte maggiore di sviluppare l’Alzheimer;
    • Per ogni aumento di 10 decibel di ipoacusia, il rischio di avere l’Alzheimer sale al 20%.
In base a queste informazioni, il collegamento tra ipoacusia e Alzheimer nelle persone con più di 60 anni è particolarmente evidente.

Nonostante ciò, molte persone che hanno una lieve ipoacusia, continuano a non rivolgersi a uno specialista per conoscerne le cause e monitorare la propria capacità uditiva.

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