Otosclerosi: diagnosi e modalità d’intervento | Acustica Umbra
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L’otosclerosi è una malattia dell’orecchio medio dalla sintomatologia non dolorosa. Conduce, tuttavia, a sordità ed acufeni. L’intervento tempestivo permette di agire sulla perdita di udito che, se profonda, va ad inficiare fortemente la qualità della vita.

L’otosclerosi è altrimenti nota come otospongiosi che si riferisce all’ipomobilità della staffa, il più piccolo dei tre ossicini dell’orecchio. Più nello specifico, si evidenzia un focolaio otosclerotico, localizzato a livello della finestra ovale, che aumenta di volume. Come si diagnostica e come si interviene? Vediamolo insieme.

Diagnosi di otosclerosi

Per diagnosticare una otosclerosi occorre farsi visitare da un otorino al quale vanno riportati dettagliatamente tutti i sintomi (sordità, acufeni, vertigini, ecc.). Lo specialista provvederà con un esame obiettivo tramite otoscopio. Verranno poi effettuati:

  • esame audiometrico, utile anche a capire il tipo di sordità;
  • impedenzometria con studio del riflesso stapediale;
  • discriminazione tonale.

L’otorino può ritenere opportuno effettuare anche un esame vestibolare e una TAC.

L’otosclerosi comporta nella fase iniziale una perdita dell’udito relativa alle frequenze gravi e centrali, andandosi a configurare come una ipoacusia trasmissiva (otosclerosi stapediale). Quando il blocco stapediale interessa anche la coclea abbiamo una otosclerosi mista, mentre si parla di otosclerosi coclearia quando la coclea presenta una lesione.

Come intervenire in caso di otosclerosi

La stapedotomia rappresenta l’unica vera cura dell’otosclerosi stapediale che contempla una sordità di trasmissione. Si tratta di un intervento chirurgico che si esegue attraverso il condotto uditivo, in anestesia locale. Non è necessario alcun taglio esterno, quindi non ci saranno cicatrici post-operatorie. Nello specifico, viene operato l’orecchio che sente di meno. Solo quando si stabilizzerà, mediamente dopo un anno, si opererà l’altro.

La chirurgia è l’opzione migliore anche in caso di otosclerosi mista.

Quando l’ipoacusia è neurosensoriale, non si può operare ma si può intervenire con una protesi acustica o un impianto cocleare.

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