Problemi di udito negli adulti: le soluzioni per la sordità profonda | Acustica Umbra

Problemi di udito negli adulti: le soluzioni per la sordità profonda

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Le persone affette da sordità profonda non riescono a percepire alcun suono o lo avvertono minimamenteIl soggetto che ne soffre vede inficiata la propria quotidianità. Individuare correttamente l’origine dei problemi di udito consente di trovare le soluzioni più adatte per affrontarli al meglio.

Ipoacusia profonda: attenzione ai segnali 

Chi soffre di ipoacusia profonda spesso sottovaluta il problema, non riuscendo a riconoscerlo. Alcuni segnali però dovrebbero mettere in allarme. Tra questi il cercare costantemente angoli poco rumorosi, l’affidarsi a impulsi visivi piuttosto che uditivi (ad esempio concentrarsi sul movimento delle labbra dell’interlocutore), provare un costante senso di frustrazione in tutte quelle situazioni che richiedono un attento ascolto. 

Nel caso di una perdita uditiva profonda, senza amplificazione è di fatto impossibile sentire la maggior parte dei suoni di tutti i giorni. Tuttavia, questa persone possono trarre enormi benefici dall’uso dapparecchi acustici. 

Apparecchi acustici per sordità profonda 

Le migliori soluzioni uditive per la sordità profonda contemplano apparecchi acustici “power” o “super power” dotati di più circuiti. Solitamente funzionano a batteria e vengono posizionati dietro le orecchie. 

Prima di scegliere un apparecchio acustico, è necessario l’intervento di un audiologo, sia per una visita preliminare sia nella configurazione più appropriata dell’apparecchio. Bisogna infatti assicurarsi che il suono arrivi nitidamente, che non sia dunque basso né troppo alto da essere fonte di disturbo. A questo scopo, l’audioprotesista mette un microfono nel canale uditivo per effettuare la misurazione dell’uscita dell’apparecchio. 

Quando il suono amplificato esce dall’orecchio, raggiunge il microfono e poi viene riamplificato, può capitare che si avverta un fastidiosissimo fischio. Un buon professionista è in grado di settare la potenza dell’apparecchio acustico, di abbassare la frequenza e di ridurre al minimo il cosiddetto “feedback”.

Starà al paziente fornire inoltre tutte le informazioni necessarie affinché la soluzione uditiva trovata sia quanto più possibile rispondente alle proprie esigenze.  

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