Orecchio ovattato dopo un’immersione subacquea? Attenzione ai barotraumi | Acustica Umbra

Orecchio ovattato dopo un’immersione subacquea? Attenzione ai barotraumi

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Orecchio ovattato dopo un’immersione e dolore: sono questi i sintomi rilevati spesso da chi fa immersioni subacquee. Conoscere bene il fastidio ed eventuali correlazioni ed evoluzioni può aiutare subacquei sia neofiti che esperti a gestire meglio questo tipo di criticità. 

Chiunque faccia immersioni subacquee sa bene quanto la brusca variazione della pressione atmosferica possano avere un forte impatto sull’apparato uditivo. Sarà dunque necessario mettere in atto una serie di accortezze al fine di limitare il più possibile eventuali danni.  

I sub vanno incontro a sbalzi di pressione esercitata dall’acqua, sia in fase di immersione che di risalita. Se non ci si prende cura debitamente delle proprie orecchie, si rischia di andare incontro a un barotrauma, generato proprio dall’improvvisa variazione della pressione ambientale, talvolta tra le cause dell’ipoacusia. 

Orecchio ovattato dopo un’immersione: cosa fare per non avere problemi

Le misure preventive da osservare per affrontare al meglio un’immersione subacquea sono:

  • Una compensazione adeguata: fondamentale per proteggere l’orecchio medio.  Quando la pressione atmosferica aumenta, l’aria all’interno dell’orecchio viene compressa, causando un’espansione del timpano verso l’interno. Ecco perché il sub avverte pressione sulle orecchie che può causare anche dolore. Con la compensazione subacquea, effettuata in diverse modalità, il sommozzatore preme l’aria nell’orecchio medio, arginando di fatto il disturbo;
  • Evitare l’immersione se è in atto un raffreddore o una congestione nasale: queste potrebbero infatti influire negativamente sul bilanciamento della pressione;
  • Porre fine all’immersione se non si riesce a sbloccare le orecchie. Si potrebbe infatti rischiare nei casi più gravi la perdita dell’udito. 

Cosa fare se si sospetta un barotrauma 

La sensazione di orecchio ovattato dopo un’immersione accompagnata da dolore alle orecchie può essere la spia di un barotrauma che va adeguatamente indagato. 

Sarà indispensabile a tal proposito una otoscopia. Grazie a questo esame approfonditolo specialista potrà verificare l’eventuale presenza di arrossamento o perforazione della membrana del timpano, versamento, sangue.
Viene poi eseguito il Test di Weber con diapason a 500/1000 Hertz. In caso di diagnosi positiva, si può procedere con un’ulteriore indagine per comprendere se il trauma riguarda l’orecchio medio o l’orecchio interno. 

Se l’ipotesi riguarda l’orecchio medio, si procede con esame audioimpedenzometrico. Se riguarda invece l’orecchio interno, vanno eseguiti esame audioimpedenzometrico e vestibolare. Gli step successivi vedono varie opzioni, tra cui la terapia medica e iperbarica o timpanotomia qualora fosse presente una fistola perilinfatica (spesso da un abbassamento dell’udito). Se vi è un parziale interessamento anche dell’orecchio medio, il soggetto avvertirà vertigini e acufeni. 

In ogni caso è opportuno farsi seguire da specialisti, onde scongiurare evoluzioni a carico dell’apparato uditivo ben più dannose. 

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