Ipoacusia, fischi e ronzii nell’orecchio? È consigliabile un controllo dell’udito | Acustica Umbra

Ipoacusia, fischi e ronzii nell’orecchio? È consigliabile un controllo dell’udito

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Essere in grado di sentire i suoni correttamente, senza alcuna sorta di ostacolo che ne infici la limpidezza, è condizione imprescindibile di una buona capacità uditiva. Laddove cominciassero ad emergere alcuni sintomi come ronzio alle orecchieabbassamento dell’udito o sensazione di ascolto ovattato, si rende necessario un approfondimento della situazione. Sarà dunque il caso di ricorrere ad una visita dell’otorino e ad un controllo dell’udito tramite specifico test. 

Un individuo che non presenta alcuna compromissione dell’apparato uditivo è perfettamente in grado di individuare la sorgente di un suono, cosa resa possibile dalla disposizione delle orecchie ai due lati opposti della testa che consentono un ascolto “stereofonico”. E’ inoltrin grado di ascoltare quel suono adeguatamente, questo perché chiunque sia dotato di un udito normale può percepire qualsiasi nota di altezza compresa tra 16 e 28mila vibrazioni al secondo. Tali suoni variano di altezza (frequenza), qualità e intensità (decibel).  

Come il cervello recepisce i suoni

Per poter agire in base a messaggi acustici, una persona deve innanzitutto riconoscerli. Fin dalla nascita, il cervello umano immagazzina un numero sempre crescente di suoni, il che consente di creare una sorta di database personale. Basti pensare che in età adulta si arriva a tener memoria di ben 400mila suoni differenti. Se questo centro della memoria viene danneggiato, si può andare incontro alla cosiddetta “agnosia acustica”: in pratica chi ne è affetto è incapace di comprendere ciò che sente. 

Nel caso in cui si riscontri un abbassamento dell’udito o si avvertano sibili, fischi o ronzii all’orecchio, è consigliabile un controllo dell’udito che viene effettuato tramite esame uditivo sia tonale che vocale. Migliore sarà la capacità del paziente di illustrare la sintomatologia e la durata del fenomeno, più efficace sarà il controllo.

Come si effettua un test audiometrico

Solitamente il professionista che effettua il test audiometrico segue una serie di step, e nello specifico: 

  • Si premura di verificare l’eventuale presenza di ostacoli nel canale uditivo, come tappi di cerume. 
  • Qualora non siano presenti impedimenti fisici al corretto funzionamento dell’apparato uditivo, deve capire da quanto duri il disturbo, se sia stato improvviso o graduale, se vi siano a monte lesioni o infezioni. 
  • Procede con l’audiogramma, prima per un orecchio e poi per l’altro.
  • A test terminato, decide se sono necessari altri esami. 

In ogni caso, è sempre auspicabile la collaborazione sinergica tra un buon otorino e un valido audiologo. 

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