La diminuzione dell’udito, cause ed effetti della patologia più diffusa al mondo | Acustica Umbra

La diminuzione dell’udito, cause ed effetti della patologia più diffusa al mondo

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A causare la diminuzione dell’udito o semplicemente l’udito basso sono le alterazioni a cui può andare incontro l’apparato uditivo, quando una o più delle strutture che lo compongono subiscono danni. L’ipoacusia non ha un andamento lineare, né un comportamento univoco, ma risente della soggettività e si manifesta con modalità differenti da persona a persona. Ciò che accomuna gli individui che ne soffrono è la difficoltà a percepire i suoni. 

I fattori che causano la diminuzione dell’udito sono molteplici e comprendono predisposizioni genetiche, inquinamento acustico, stress, malattie, affaticamento, traumi fisici e abitudini alimentari sbagliate. Questi fattori di rischio fanno sì che alcuni soggetti presentino un deficit uditivo già alla nascita, nei casi di ipoacusia congenita. In altri casi, accade che si manifestino a causa di traumi e malattie o che lo stesso si presenti più avanti nella vita, con l’aumentare dell’età. In questo caso parliamo di presbiacusia.  

Diminuzione dell’udito: le conseguenze psico-sociali dell’ipoacusia 

La continua lotta per riuscire a comprendere e a relazionarsi con le altre persone causa una chiusura in sé stessi e porta a declinare le occasioni di vita sociale. Purtroppo, è ormai assodato da tempo che l’isolamento costituisce un fattore di rischio primario a carico del declino cognitivo. 

disturbi dell’orecchio essendo fortemente invalidanti, soprattutto quando sfociano in patologie gravi come la sordità, hanno ripercussioni economiche e sociali che impattano in modo estremamente negativo sia sulla comunità quanto sul singolo individuo. Nei bambini a farne le spese sono l’apprendimento e l’acquisizione del linguaggio, mentre negli adulti viene compromessa l’attività lavorativa. Un altro aspetto da non sottovalutare è che il rischio di sviluppare il declino cognitivo può sfociare nella demenza o portare allo sviluppo dell’Alzheimer. 

Per questi motivi l’OMS assiste i Paesi nell’opera di prevenzione. In Italia, con l’entrata in vigore del DPCM del 12 gennaio 2017, lo screening audiologico neonatale diventa obbligatorio. 

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